La tredicesima storia II - La Pagina di Amad

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La tredicesima storia II

Libro 2

La Tredicesima storia
Il Settimo Angelo
Cap.I


Era notte fonda sulla terra e l’uomo era fermo sull’uscio della sua locanda, non aveva sonno. Quella notte, lui, la sentiva diversa. C’era qualcosa di strano nell’aria. Sapeva che sarebbe accaduto qualcosa.
Era con la testa su, in alto, a fissare con lo sguardo una stella più luminosa del solito, quando improvvisamente nel cielo risuonò il primo squillo di tromba: un suono che solo gli Angeli erano in grado di sentire.

Tutti gli Angeli nel cielo e quelli sulla terra, si fermarono in silenzio ad ascoltare. Al secondo squillo, alcuni già cominciarono a dispiegare le ali. Al terzo, tutti insieme spiccarono il volo verso la dimora di Dio : il grande richiamo era stato impartito.
“Erano millenni, che non si sentiva” disse un Angelo più giovane ad uno più anziano, “deve essere successo qualcosa di grave” aggiunse ancora. “Cosa ci aspetta?” chiese. “Dio, ci aspetta!”, rispose senza voltarsi, l’Angelo più anziano.

Quei tre squilli erano un richiamo anche per gli Angeli custodi che abitavano la terra, ma quella notte gli uomini non sarebbero rimasti senza protezione, perché Dio, si sarebbe sostituito a loro. E con Dio, nulla sarebbe accaduto agli uomini. Nessun demone avrebbe osato sfidarlo direttamente, tentando un uomo.
Anche l’Angelo della Morte, al terzo squillo, era corso verso la dimora celeste e fortunatamente per molti uomini, nessuno veniva a sostituirlo.
Questo era un buon giorno per gli uomini, anche se non l’avrebbero mai saputo, ma gli Angeli invece avevano una percezione completamente diversa di quel giorno, perché tutti coloro che avevano incontrato Dio negli ultimi giorni, lo avevano visto molto arrabbiato.

“Com’è potuto accadere?” si domandava Dio mentre percorreva a passo lento il corridoio, che lo portava nella grande sala.
Erano giorni che si interrogava su come risolvere la questione. In realtà sarebbe bastato solo volerlo e tutto avrebbe ripreso il giusto percorso, ma non voleva farlo, perché così avrebbe violato la prima delle leggi, che si era dato: rispettare il libero arbitrio degli uomini.

Gli uomini da sempre erano motivo di tensione per Lui, ma amare, significa anche accettare la sofferenza, che inevitabilmente si accompagna alla gioia del liberare il proprio cuore. Del resto sapeva che creando gli uomini e lasciandoli liberi, avrebbe avuto grandi gioie, al pari di grandi dolori. Ma ora era diverso, molto diverso, perché era accaduto qualcosa di veramente inconcepibile.
Quando finalmente arrivò in prossimità della porta che lo separava dalla sala, si fermò un attimo, augurandosi di non trovare ciò che invece, sapeva avrebbe trovato.
Entrando, vide che gli Angeli erano già tutti davanti al suo trono, dove più in basso, alla sua sinistra ed alla sua destra, c’erano due altre sedie: quella dell’Angelo Guerriero e quella dell’Angelo della Morte.
Si sedette molto lentamente, quasi con fatica, sul quel trono che era esistito prima ancora che il tempo fosse stato creato.
Poi guardò i suoi Angeli : in pochi istanti, percepì i pensieri di ciascuno di loro e provò una gioia immensa.
Estese il suo sguardo fino alla fine della sala ed il suo cuore, provò una improvvisa fitta di dolore. Aveva visto quanto bastava.
Così, senza dire una sola parola, si alzò e si diresse verso la porta.

Nessuno osò parlare. Tutti gli Angeli videro Dio allontanarsi in silenzio e capirono allora, che qualcosa era accaduto: solo una volta si era comportato così e da allora, era passato molto tempo. Nessuno fra gli Angeli presenti aveva il coraggio di rivolgergli la parola. Perciò uscirono in silenzio dalla sala.

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