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La settima storia

Libro 1

Cap VII
La settima storia: L’Angelo bambino

 

"Dovevi arrivare, prima! Dovevi arrivare prima" urlava la donna, "non t’è mai importato nulla di questo bambino ed adesso guarda i risultati!.” La macchina correva come impazzita per la strada e la donna urlava contro il marito.
   
"Non agitarti o perderai il bambino, sta calma, non urlare. Calmati o nostro figlio non vedrà mai la luce.” L’uomo cercava di parlare, ma non aveva molto successo.
 
"Mi spiace, abbiamo fatto del nostro meglio ma il bambino non ce l’ha fatta! Era un maschio!.” Alle parole del medico, l’uomo non poté resistere alle lacrime. Sapeva che ciò era la fine di tutto, anche del suo rapporto con lei. Non gli avrebbe mai perdonato di essere arrivato tardi. No davvero, non glielo avrebbe mai perdonato!
"Papà! Papà! Guardami sono qui! Mamma non piangere io sono qui! Non mi vedete?"
Inutilmente l’angioletto cercava di farsi sentire dai suoi genitori ma era inutile. "Non possono sentirti" gli disse l’Angelo che l’accompagnava "Non possono sentirti, né vederti, tu sei un Angelo adesso."
"Ma devo impedire a mio padre di andare via, non posso lasciarlo abbandonare mia madre!.”
"Tu adesso sei il loro Angelo custode, starai con loro e con loro vivrai!" gli ribadì l’Angelo .
"Ma io non so cosa devo fare. Io non ho mai fatto l’Angelo, io davvero non so cosa fare."
"Imparerai", gli rispose l’Angelo.
Erano passati due mesi. I genitori litigavano continuamente e lui non aveva ancora trovato il modo per farsi ascoltare. Le cose tra di loro erano peggiorate.
 
Due anni dopo avevano avuto una bambina. Bellissima!
L’angioletto non faceva che volarle attorno. Lei in realtà era l’unica ad ascoltarlo. Né il padre né tantomeno la madre lo percepivano, erano troppo preso dai litigi, che ora più che mai, erano ripresi.
"Mamma. Papà!! Perché litigate, ascoltatemi. Io sono qui! Sono vicino a voi! Non litigate per me perché io sono qui. E se non sono nato e perché dovevo starvi vicino in altro modo. Ogni cosa ha un senso nella vita! Vi prego ascoltatemi, non chiudete il vostro cuore!"

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