La quattordicesima storia II - La Pagina di Amad

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La quattordicesima storia II

Libro 3

Cap II


Nella città regnava uno strano silenzio. Sembrava una città abbandonata, così, insieme, si avventurarono per le strade alla ricerca di qualcuno. All’improvviso sentirono delle urla e così cominciarono a seguirle fino a quando non giunsero in una piazza, dove videro che, probabilmente, era raccolta gran parte della popolazione.
“Impicchiamoli, impicchiamoli” urlavano tutti come impazziti “impicchiamoli!” continuavano senza sosta.
“Silenzio” urlò uno degli uomini su di un palco di legno, che si reggeva a stento in piedi.
“Silenzio, ho detto! Prima di impiccarli è giusto che vengano giudicati” continuò ancora.

I quattro uomini erano stati legati, imbavagliati e stretti per il collo da una corda molto tesa, che quasi impediva loro di respirare.

“Avanti, vi vogliamo dare una possibilità di difesa, dite qualcosa a vostra discolpa!” disse l’uomo ridendo. Sapeva, infatti che così imbavagliati, non avevano alcuna possibilità di parlare.
“Beh, visto che voi non avete alcuna voglia di difendervi dalle gravi accuse che vi sono state mosse, c’è per caso qualcuno che voglia prendere le vostre difese?” disse rivolgendosi agli astanti in tono sarcastico.
“Non hanno fatto nulla!” gridò tra lo stupore di tutti, una donna. “Quelli sono gli unici uomini onesti in questa città. Sono innocenti, non hanno alcuna colpa!”
“Ecco finalmente un difensore“ disse l’uomo dall’alto del palco “beh, allora visto che hai preso le loro difese, è anche giusto che divida con loro, la stessa sorte.”
“Prendetela!” ordinò.
La donna fu presa e trascinata sul palco accanto ai quattro. Come loro fu legata ed imbavagliata. Una corda le fu messa al collo.

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