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L'undicesima storia

Libro 1

Cap X - L'undicesima storia
Con gli occhi della morte

  

Sebbene sapessero, presto o tardi, di doverla incontrare, la temevano.
Invocavano continuamente Dio, affinché la tenesse lontana da loro.

Nel loro immaginario la descrivevano vestita da un lungo manto nero, coperta da un temibile cappuccio e con una lunga falce tra le mani.

Gli uomini erano soliti distorcere ogni verità ed anche in questo caso, non erano stati da meno. In verità lei era l'Angelo più bello, che Dio avesse creato.
Aveva la missione di accompagnare gli uomini al cospetto di Dio : lei era l'Angelo della morte.

Dopo quelle di Dio, le sue, erano le braccia più caritatevoli e dolci, che un anima potesse abbracciare.
Ma l'uomo la temeva, aveva terrore di lei.

Molti che riuscivano a vederla, nell'attimo in cui stendeva le sue amorevoli braccia, rimanevano così incantati dalla sua bellezza, che andavano via con un sorriso sereno. Ed il sorriso, accompagnato dalla loro stretta felice, l'aiutava a non sentire invece le urla strazianti, che molto spesso lasciava alle sue spalle.

Non c'era mai terrore nei loro occhi e se c'era, era l'orrore dei loro peccati, che nell'ultimo istante, gli scorreva davanti a farli tremare. Non era lei!

Perché gli uomini ancora non capivano che la morte non esiste e che è solo una porta che conduce ad un esistenza diversa, un'esistenza dove c'è pace e serenità?

Gli uomini sono troppo legati alla vita terrena.
Lei non riusciva a capirli ed il loro dolore, cominciava a pesare oltremodo sulle sue spalle.

Questa volta, come tante volte, era stata mandata a compiere la sua missione. Quante volte aveva visto quella scena, ascoltato quelle parole, udito le urla di dolore. Quante volte, non aveva voluto voltarsi.
Quante volte aveva dovuto placare l'anima che accompagnava, la stessa anima che alla vista di quella scena, si domandava il perché di tanto dolore.
"Perché si disperano così?" le chiedevano continuamente.


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